I 6 errori nelle Pubbliche Relazioni da evitare nel 2019

I 6 errori nelle Pubbliche Relazioni da evitare nel 2019

Secondo gli ultimi dati ottenuti da Havas Media, più del 55% dei consumatori ha una propensione negativa legata ad una naturale diffidenza verso i brand. Se si considera che, allo stesso tempo, il 45 percento del brand image può essere attribuita al modo in cui questo parla di sé, si capisce perfettamente l’importanza del ruolo delle Relazioni Pubbliche nell’instaurare fiducia tra pubblico e azienda.

Di conseguenza, il ruolo del PR diventa di fondamentale importanza all’interno di un’azienda, decidendo in alcuni casi la buona e cattiva sorte di quest’ultima. Fortunatamente, Cision Contributor ha stilato una lista dei peggiori errori da evitare nelle dinamiche delle Relazioni Pubbliche, che vi assicuro porteranno risultati positivi in breve tempo.

1. Non avere una strategia PR

Uno dei peggiori errori che una compagnia possa fare è svalutare il ruolo di una solida strategia PR, andando contro la regola fondamentale di questa disciplina. Infatti, solo il 19 percento dei PR assunti vengono resi parte integrante alla pianificazione della strategia marketing. Nel 2019 è di fatto inconcepibile non avere una strategia PR che comprenda gli obiettivi, i compiti e le tecniche scelte nel caso di un’ipotetica crisis communication. Tutte azioni che possono decretare il successo o il fallimento di una strategia.

2. Non avere una storia valida da condividere

Ogni compagnia ha la necessità di avere una copertura dei vari media adeguata alle proprie esigenze, allo stesso tempo però, i giornalisti non possono tenere in considerazione le richieste di ogni brand. Il metro di misura dei giornalisti non è più basato sulla quantità delle notizie ma dall’interesse che queste possono scaturire. Per questo risulta essenziale per un PR proporre storie che valgono la pena di essere condivise e che possano catture in primis l’attenzione dei giornalisti. Come riuscire a farlo? Sfruttare a tuo favore un evento, un trend o perfino una controversia in modo da essere citato un articolo o spostare l’attenzione sul tuo brand.

3. Puntare solo ai grandi nomi

Progettare la propria strategia basandosi sull’essere citati solo da giornalisti rinomati o importanti testate non è il modo appropriato di lavorare. Come è stato sottolineato nel punto precedente, serve più di una grande storia per arrivare alla stampa. Per tanto risulta più proficuo puntare ad una’ampia copertura mediatica piuttosto che a poche testate. Difatti, le nuove testate giornalistiche ed i blog, possono dare il giusto risalto alle tue storie e tendenzialmente avere accesso alle stesse piattaforme social.

4. Avere un approccio impersonale per velocizzare i tempi

Essere pragmatici è di vitale importanza in un contesto altamente competitivo come quello delle Relazioni Pubbliche, ciò non toglie però che avere un approccio personale con i tuoi clienti e i giornalisti risulta essere il modo migliore per mantenere saldi i legami. Cerca dunque di personalizzare le tue email a seconda del ricevente (basta una semplice ricerca per conosce il nome del destinatario) diminuendo le possibilità che questo ultimo le possa cestinare.

5. Non “bloggare”

Quando si pensa al ruolo del PR raramente lo si associa alla gestione di un blog, in realtà questo può essere considerato un vero errore. Secondo recenti statistiche, i blog sono al quinto posto tra le fonti di informazione online in termini di affidabilità. Il blog rappresenta una delle poche risorse che puoi realmente controllare, uno strumento inestimabile soprattutto in caso di Corporate crisis informando il pubblico su ciò che sta realmente accadendo.

6. Ignorare il KISS

Dall’inglese Keep It Simple, Stupid! Ovvero resta sul semplice. Non poche ricerche hanno dimostrato come la nostra attenzione stia drasticamente calando, è perciò necessario catturare l’interesse dei giornalisti in maniera rapida (possibilmente in meno di un minuto). Rendi quindi le cose semplici, enfatizzando da subito i punti focali.

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